Antony Gormley e le "statue suicide" a San Paolo

antony gormley a san paolo

L'ultima opera di Antony Gormley ha creato scompiglio e allarmismi anche a San Paolo, in Brasile. Si tratta di 31 sculture di uomini a grandezza naturale poste all'ultimo piano dei grattacieli della città, che fanno parte del progetto Event Horizon, che l'artista sta portando in giro per il mondo dal 2007, anno in cui espose per la prima volta le statue a Londra. Viste dal basso le sculture sembrano così reali che sono stati chiamati i vigili del fuoco a intervenire, perché si pensava fossero persone in procinto di suicidarsi; la stessa reazione che scatenò l'installazione l'anno scorso a New York, dove furono almeno una decina le chiamate allarmate alla polizia. L'artista inglese però si è subito dissociato dall'intento "suicida":

"La mia intenzione non è quella di spingere qualcuno al suicidio. Se la gente pensa alla morte e al suicidio è una triste riflessione dell'evoluzione."

Il suo unico scopo è quello di analizzare il corpo umano in relazioni allo spazio circostante, in particolare a quelli molto ampi, come nel caso delle grandi città. La sua materia di studio da oltre quattro anni lo ha portato in effetti a creare sculture di ogni genere, fino alla completa smaterializzazione del corpo in uno spazio quasi asettico. Quella di San Paolo è una delle ultime tappe di quello che è il percorso artistico intrapreso finora, che punta agli spazi verticali, con l'intento di sovrastare i punti più alti della città e scrutare il prolificare di edifici e costruzioni di una città da 20 milioni di abitanti. La sua sfida? Quella di coinvolgere gli spettatori con proiezioni e installazioni che vanno al di là di una semplice galleria al chiuso. La mostra a cielo aperto Still Being aprirà ufficialmente sabato 19 maggio e chiuderà i battenti il 15 luglio.

Immagine via Pinterest

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