Claes Oldenburg al Mumok, la carriera di un "pop artist"

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Ormai la pop art dilaga riuscendo a mimetizzarsi tra i più disparati generi artistici. I suoi soggetti, sempre presi dal mondo della pubblicità, sono ormai riconoscibili e pronti a diventare anch'essi prodotti di consumo. Ma non è sempre stato così. La mostra al Mumok (Museo d'Arte Moderna) di Vienna fino al 28 Maggio dal titolo The 60's dedicata alla carriera del grande Claes Oldenburg ci farà ripercorrere gli albori del movimento quando ancora la scena era dominata da un'inconsapevole ventata di novità pop.

Oldenburg che nel 1953 si trasferì a New York si schierò subito contro l'emotività dell'espressionismo astratto e decise di celebrare la certezza del possesso delle piccole cose, quel senso borghese di solidità dovuto al sentire come propri oggetti quotidiani. Il periodo del post guerra cercava leggerezza e nessuna posizione ideologica o politica. Crea così prima per il suo negozietto, di cibi di plastica colorata, poi per i musei vere e proprie sculture con diversi materiali, sistemandoli in vetrinette da pasticceria.

Laccati di vernici brillanti e dalla consistenza opposta al reale, in bella mostra nelle stanze dei musei ci appaiono seducenti più della realtà stessa anche quando mostrano il lato meno appetitoso. Il consumismo è ormai un concetto vecchio per l'uomo occidentale, tant'è che Oldenburg non si limita più a esporre, ma rende giganteschi i suoi oggetti trasformandoli in architetture capaci di dialogare con il paesaggio e di far sentire noi sempre più piccoli. Cloes Oldenburg non passa di certo inosservato!

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Foto | Dal sito del Mumok e di Cloes Oldenburg e Coosje Van Bruggen

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