"Graffiti". Il corto contro

La mostra "Il mondo che vorrei", ospitata presso gli spazi della Triennale di Milano in occasione dei vent'anni dall'attentato che uccise Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, chiuderà i battenti fra qualche giorno, ma la sua eco promette di protrarsi ancora a lungo. Rimarrà il ricordo delle 200 lenzuola prodotte da alunni di tutte le scuole d'Italia in onore dei morti, nell'ambito di un concorso promosso, nell'anno scolastico 2010/2011, dal Ministero dell'Istruzione con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone e Mediafriends, rimarrà la memoria di un attentato infame, ma anche la presentazione in anteprima di un cortometraggio piuttosto ruvido, ma curato.

Il trailer di "Graffiti" è stato infatti "inaugurato" nello stesso quadro, su soggetto di Raoul Bova che firma anche la sceneggiatura insieme a Paula Boschi e con la Regia di Alexis Sweet. Vi si trovano le storie di quattro ragazzi afflitti da singolari declinazioni di rabbia. C'è chi subisce discriminazioni e violenze a causa della sua omosessualità, chi vede allontanarsi il sogno di sfondare come ballerina a causa della piaga delle raccomandazioni, chi si consuma in una movida dissipata fatta di locali e di vuoto sperando di attirare l'attenzione delle persone amate e chi si ritrova emarginato e rifiutato all'uscita di prigione. Quattro sofferenti insomma, seguiti dallo stesso misterioso personaggio che, coperto da una maschera da graffitaro, dipinge strisce di colore alle loro spalle, fino all'arrivo di un autobus colorato sul quale saliranno per dare una svolta simbolica alle loro vite, dipingendo al ritmo di un rap:

Colora i muri grigi dell'indifferenza , drogati di vita non di sostanza, drogati di vita non di violenza, drogati di speranza di pazienza...

Via | fondazionecoloriamoisogni.it

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