Lo spettacolo di Gauguin & Van Gogh nelle pietre della Provenza


Se le hanno chiamate Carrières de Lumières, le cave della luce, ci sarà pure un motivo valido, o forse più di uno visto che questi luoghi, scavati nella pietra della suggestiva Valle dell'Inferno, per estrarre la bauxite e il calcare utilizzati nella costruzione del vicino Château e della Cité des Baux des Provence sono stati destinati ad un uso ben più culturale. Scoperti come scenario cinematografico negli anni '60 dal genio visionario di Jean Cocteau, che meravigliato dalla bellezza dell'ambiente decise di ambientarvi il suo "Testamento d'Orfeo", e poi reinterpretati, a partire dal decennio successivo, dal progetto dello scenografo Joseph Svoboda, sono ormai pronti a ritagliarsi un ruolo di tutto rilievo nella messa in scena di spettacoli "ad alto contenuto artistico". Le muraglie rocciose di 14 metri di altezza, che li costituiscono, rappresentano altrettanti supporti naturali per mettere in valore la luce, inglobando totalmente il visitatore che viene così trascinato in una dimensione altra.

Un teatro ideale per la valorizzazione di spettacoli audio-visuali come "Gauguin, Van Gogh, les peintres de la couleur", un turbinio cromatico di ben cinquecento capolavori, messo a punto da un'equipe nostrana formata da Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto e Massimiliano Siccardi e esplicitato nella più grande istallazione video fissa mai realizzata in Francia. Un impianto tecnico d'eccezione per un'applicazione specifica delle competenze, che ha portato alla nascita di un viaggio immaginario e magnetico nei rapporti tra i due artisti. Peregrinazione accompagnata dagli stralci di alcune corrispondenze, come quelle tra Vincent Van Gogh e il fratelo Théo, che aggiunge la sonorità della parola agli echi delle forme.

Via | gauguin-vangogh.com

  • shares
  • Mail