Andrew Meyer e l'arte delle viti per ritratti dinamici

andrew meyer

La tecnica che l'ha reso famoso sul web è quella che ha battezzato come Screws Art, "l'arte delle viti" da cui fa nascere i suoi soggetti. Myers che spazia dai disegni alle sculture, privilegia quelli umani, emotivamente assorti. La Screws art da lontano fa apparire l'opera compatta come l'immagine di una fotografia, da vicino invece i volti si "puntinizzano" in centinaia di viti a diverse altezze in modo da creare la tridimensionalità.

Andrew Myers utilizza trapano, e chiodo alla stregua di un esperto artigiano.Le viti si liberano dal concetto dell'utilità per diventare opere d'arte dove ad essere sfruttata è la brillantezza del metallo. Dopo secoli di ritratti tutti uguali, il genere della ritrattistica si allontana finalmente dalla monotonia e si sperimenta. L'opera infatti con questo giovane artista americano, laureato all'università di Design diventa autodinamica creando uno spazio che includa la realtà dello spettatore.

Se Castellani negli anni '60 rende la superficie pittorica puntiforme dal retro, Myers invece di creare solchi, realizza rilievi. Il ritratto diventa da bidimensionale un bassorilievo. La volontà di far partecipare emotivamente lo spettatore e riuscirci attraverso un movimento che parte dalla tela e attraverso la materialità. Concavo e convesso creano contrasti di luce, ma per non allontanarci troppo dalla tradizione, Myers pensa bene di dargli forza con un tocco di pittura.

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Foto | Dal sito di Meyer Andrew

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