I segreti delle geishe secondo Jodi Cobb


Jodi Cobb ha fatto un altro viaggio oltre il tempo e lo spazio, al di là dei pregiudizi e dei luoghi comuni. Scavalcando segreti millenari e tradizioni ancestrali di un mondo lontano ed affascinante, si è calata direttamente nella realtà delle geisha. Coltissime e raffinate intrattenitrici dalle bocche a cuore accese su visi rigorosamente candidi, arrampicate su calzari tanto tradizionali quanto improbabili e quasi assorte nella loro immensa grazia che sa di fiori di pesco e di poesie sussurrate, di musica lieve e di profumo discreto.

Protagoniste di un incantevole e delicato dipinto in carne ed ossa, stimate confidenti di uomini di potere, ma anche prigioniere di un'esistenza rigidamente codificata dalla più tenera infanzia, costrette ad un allenamento quotidiano e cresciute in un ambiente duro e competitivo, mitigato unicamente dall'incanto estetico delle loro attività. Riti centenari che si ripetono sempre uguali, come la meticolosa applicazione del rossetto, e si conservano come rappresentazioni simboliche di una trasformazione da documentare. In linea con l'impressione che vien fuori da un estratto, rubato e tradotto dalla pagina biografica del suo sito:

Perché Jodi Cobb non è solo un'esploratrice del globo, ma delle idee. Si serve della macchina fotografica per porre domande importanti, per invitarci a riflettere attentamente sulla condizione umana, in un ambiente sempre più interconnesso. Che esamini la bellezza e la crudeltà dell'antica tradizione delle Geisha, metta in primo piano le facce della schiavitù o riveli le storie personali del conflitto in Medio Oriente, la Cobb resta un'implacabile ricercatrice di un'umanità schietta, in un mondo sempre più complesso e impenetrabile.

Via | photography.nationalgeographic.com

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