Biennale di Venezia #2: l'Atopia tecnologica immaginata da Taiwan

Tra le partecipazioni nazionali della Biennale di Venezia ho avuto la fortuna di scovare, lungo la strada per l'Arsenale, il padiglione curato dal Taipei Fine Arts Museum di Taiwan. Si tratta di Atopia, il "non luogo" prodotto dalla tecnologia che, costantemente, abbatte confini e frontiere. Allestito all'interno del Palazzo delle Prigioni, Atopia è perciò un ambiente che offre al visitatore uno spazio strutturato in momenti espositivi diversi ma al contempo legati.

Quello che colpisce, affascina e stordisce è sicuramente l'installazione di Shih Chieh Huang, una vera e propria biosfera popolata da creature realizzate assemblando pezzi di elettrodomestici, così da assegnare loro in qualche modo una seconda vita. E allora ci si imbatte in organismi che respirano come creature sottomarine, ruotano su sè stessi, volteggiano come uccelli e si gonfiano emettendo luci e fluidi fluorescenti. Una risposta al consumismo, un interrogativo sul futuro e sull'atopia che l'universo tecnologico genera ad ogni passo.

Un assaggio dell'installazione nel video qui sopra (anche se, dal vivo, è molto più affascinante).

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