Rodin, la carne e il marmo

Rodin, la carne e il marmo
Cinquanta opere in marmo e una decina di modelli in gesso e terracotta opera dello scultore francese Auguste Rodin, ecco il "bottino" della mostra "Rodin, la chair, le marbre", un tracciato "poco consueto" che si ripropone, dopo la grande esposizione dedicata ai disegni (preparatori e non) di attraversare alcune fasi creative tradizionalmente difficilmente accessibili a visitatori ed appassionati.

Durante i lavori di rinnovamento dell'hôtel Biron, la sala dedicata alle esposizioni temporane, denominata la Chapelle accoglierà, fino al 3 marzo 2013, il percorso incentrato sul contrasto tra la carne ed il marmo. Perché proprio Rodin, identificato da buona parte della critica moderna come "l'uomo del gesso" era noto presso i suoi contemporanei, come "il dominatore della pietra", dinanzi al quale "il marmo letteralmente trema". Obbedendo ad un senso di estrema sintesi plastica, la sua psiche "brutale e delicata" restituì sincera palpitazione alla più classica delle materie, che, votata per natura all'immobilità, diventava sotto le sapienti mani dello scultore, più viva che mai.

Quel marmo che simbolizza l'antichità, l'armonia della statuaria greca e romana, ma anche le "altezze rinascimentali italiane" ritrova così "la via della carne", levigata, voluttuosa e vibrante e si lascia riscoprire in una scenografia appositamente elaborata dall'equipe del Bureau des Mésarchitectures, sotto la direzione dall'artista e architetto Didier Faustino, per offrire un'interpretazione dinamica e non convenzionale su alcuni tra i più grandi capolavori dell'arte moderna. Novello Pigmalione, avrebbe forse Rodin potuto immaginare un simile palpitare d'ali e di vita al di sotto delle sue creazioni?

Rodin, la carne e il marmo
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Rodin, la carne e il marmo

Via | musee-rodin.fr

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